Conloquia absentium: un nuovo sguardo sulla filologia attraverso l’intelligenza artificiale generativa
Nell’ambito dell’intelligenza artificiale, il prof. Massimo Manca presenta un contributo di grande interesse dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale e studi classici. Il saggio, pubblicato nella sezione Orizzonti – saggi, propone un percorso di sperimentazione che mette in dialogo tecnologie generative e tradizione filologica.
Chatbot “autore-specifici” per esplorare lo stile dei classici
La ricerca si concentra sulla creazione di sei GPT personalizzati, addestrati sui corpora completi di alcuni tra i più importanti autori greci e latini: Omero, Plauto, Cicerone, Catullo, Virgilio e Seneca. I modelli — DemodoCHAT, ComiCHAT, CiceCHAT, CHATullus, VirGPT, SeneCHAT — sono progettati per riprodurre stile, lessico e modalità argomentative dei rispettivi autori, permettendo un’interazione diretta con una “voce” credibile del passato.
Una metodologia che unisce test mirati e sollecitazioni anacronistiche
Per valutare il comportamento dei modelli, il prof. Manca utilizza due categorie di prompt:
- stimoli coerenti con il contesto culturale degli autori antichi,
- sollecitazioni volutamente anacronistiche, utili a osservare come l’intelligenza artificiale adatti i propri contenuti oltre il perimetro storico di riferimento.
L’analisi mostra risultati eterogenei: eccellente è la riproduzione del lessico e della sintassi, mentre rimangono più complesse la gestione e la coerenza della metrica poetica. Lo studio introduce anche una distinzione tra “genetica” del modello (l’addestramento generale) ed “educazione” (il fine-tuning sui testi dell’autore), elemento chiave per interpretare le prestazioni nei diversi generi letterari.
Implicazioni per la didattica e la ricerca filologica
Dalla sperimentazione emergono prospettive innovative:
- per la didattica: strumenti dialogici per lo studio del greco e del latino, esercizi di stile, supporto personalizzato all’apprendimento;
- per la ricerca: potenziali applicazioni nell’attribuzione di opere, nella ricostruzione congetturale e nel completamento di lacune testuali.
I chatbot sviluppati mostrano anche capacità di autoriflessione, riconoscendo i propri limiti imitativi e aprendo così a una possibile “filologia del possibile”, dove l’intelligenza generativa diventa strumento di esplorazione e non semplice riproduzione.
Sfide etiche e prospettive future
Lo studio affronta inoltre il tema dell’allineamento etico dei modelli contemporanei quando applicati a personaggi del passato con sistemi di valori distanti dai nostri. Un aspetto che richiede ulteriori riflessioni e calibrature tecniche, soprattutto in vista di applicazioni scientifiche rigorose.
Con questo lavoro, il prof. Manca offre un contributo che amplia il dibattito sull’integrazione tra AI e scienze umanistiche, suggerendo nuovi percorsi per la didattica, la ricerca e l’interpretazione dei testi antichi.