AI. A che punto siamo? Ne ha parlato Paola Pisano durante l'evento SIOS25
Durante l'evento SISO25 la Prof.ssa Paola Pisano, coordinatrice della Piattaforma Scientifica AI@UniTo, ha provato a rispondere partendo da sei domande, sei immagini e qualche punto saldo: l’AI non è (solo) tecnologia. È una questione di velocità e capacità di riadattamento innovativo. Molte le difficoltà e le sfide per questa trasformazione.
Iper-personalizzazione e inclusione
Quando l'AI modella i servizi su misura, il rischio è lasciare indietro chi ha meno dati o più fragilità. La sfida è costruire sistemi capaci di personalizzare senza escludere, soprattutto in ambiti come sanità, credito, welfare.
Robotica accessibile e democratica
Robot come Hope JR o Reachy Mini aprono scenari inediti per l’educazione, la ricerca, l’assistenza. Il vero salto sarà renderli strumenti comuni, open source, capaci di allargare le competenze e non concentrarle.
Agenti AI e nuove competenze
Stiamo passando da strumenti a colleghi artificiali: agenti autonomi che agiscono, apprendono e suggeriscono. Non si tratta più di sostituire mansioni, ma di ripensare il valore delle competenze umane nel dialogo con l’AI.
Organizzazioni che innovano davvero
Non basta adottare strumenti: servono modelli organizzativi nuovi, che promuovano sperimentazione, micro-team e ambienti dove l’AI non aumenti i silos ma li dissolva. Innovazione è cultura, non solo tecnologia.
Cultura, linguaggi e creatività
L’AI sta cambiando come scriviamo, progettiamo, persino come narriamo. Serve uno sforzo consapevole per non ridurre la cultura a contenuto generabile, ma per usarla come lente critica sul nostro presente aumentato.
Agatha Christie e l'algoritmo del mistero
Un algoritmo può imitare il pensiero deduttivo? Il progetto che ha ricostruito Christie in AI ci dice che anche nella narrazione il dato è materia prima, ma è l’interpretazione a generare valore.
Guarda l’intervista su:https://startupitalia.eu/